Banalmente nostalgico
mi mancano i tempi
in cui
le previsioni del tempo
erano inaffidabili
Anzi
è meglio dire
non ci beccavano mai
e in alcun modo
avresti potuto sapere
che nella tua città
il giorno seguente
ci sarebbe stata
una probabilità
dell’85 per cento
riguardo alla pioggia
20-25 mm
nel pomeriggio
vento di ponente
e possibili
ghiacciate nella notte
Il futuro è una tormenta inaspettata
Mi mancano i tempi
in cui
l’unico modo
per scoprire
un gruppo nuovo
o un geniale cantautore
era conoscere qualcuno
che ne sapesse più di te
Qualcuno che
ti faceva le cassette
o ti mostrasse
il vinile originale
di quella band di pazzi
ordinato per corrispondenza
un mese prima
e arrivato
direttamente
da chissà quale quartiere
di Londra
e tu non sapevi se crederci
Ma ci credevi
e facevi bene
e mai e poi mai
ti sarebbe capitato
di ascoltare un album nuovo
nel senso di mai posseduto
e poi ascoltarne
subito un altro
diverso
E mai e poi mai
ti sarebbe capitato
di impazzire per una canzone
e non conoscerne il titolo
Perché su tutte le tue cassettine
c’erano i titoli
Non come i supporti digitali di adesso
che non ci scrivi niente
o quasi
perché non c’è lo spazio necessario
per scrivere i titoli
di 36 brani dei Clash
14 dei Carpenters
52 di Johnny Cash
E una ventina di quel gruppo armeno che ovviamente non sai il nome ma sono fortissimi
Il futuro è una musica usa e getta
Banalmente nostalgico
mi manca il tempo
in cui non scrivevo queste cazzate
e uscivo tutte le sere per sbronzarmi e tornare a casa a quattro zampe
Ma non credeteci
perché il futuro è tempo che manca
sempre e comunque
ed io vivo il presente

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